LA REGIONE SICILIANA... UNA (NON) NAZIONE NELLO STATO

Sono un nativo catanese, ma un fiorentino nell'animo ed a essere sincero mai avrei pensato che sarei arrivato a scrivere un articolo di tal tipo. Un articolo in difesa dell'autonomia siciliana, che oggi qualcuno mette in discussione.
Fino a qualche anno fa anche io ero tra coloro che quando sentivano parlare di autonomia, basandomi su ciò che leggevo a giro, ritenevo tale argomento quasi superfluo ed inattuale. Anzi mi domandavo che senso avesse l'autonomia per una regione come la Sicilia, che non godeva di una buona fama come amministrazione della cosa pubblica.
Pensavo ciò... ma non lo esternavo, perché tutto sommato non ritenevo di conoscere bene la questione, ripromettendomi comunque di trattarla in un secondo momento.
Sarà stato merito della mia breve esperienza come assessore regionale in Sicilia oppure del mio amore per la storia, ma nel momento in cui mi sono messo ad analizzare la cosa in profondità, ho capito che l'autonomia della Regione Siciliana non va toccata, anzi non va scalfita in alcun modo.
L'autonomia nasce in un contesto storico ed arriva dopo secoli di lotte, scontri,  interessi ed invasioni varie. La Sicilia si è sempre trovata in un contesto geopolitico importante, oggi più che mai.
La questione siciliana è sempre stata trattata male ed in modo superficiale, ed anche la nascita dell'Italia è avvenuta in fretta ed ha favorito in qualche modo sin da subito le prime forme di mafia moderna che si è sostituita, forse anche su delega, ad uno stato lontano... quello in origine piemontese.
Prima di attaccare lo Statuto della Regione Siciliana bisogna capire in primo luogo perché è stato concesso.
Al momento della nascita dello Statuto nel 1946, subito dopo la fine della guerra,  vi erano in Sicilia fortissime istanze separatiste con una sorta di guerra civile in corso.
Lo Statuto mette fine ad un conflitto concedendo una vera e propria autonomia a livello di legge costituzionale. Non bisogna inoltre dimenticare che la Costituzione Italiana nascerà nel 1948, due anni dopo.
Uno Statuto tanto bello, quanto non attuato grazie ad una classe politica che negli ultimi 70 anni, ad eccezione di pochi, non si è dimostrata all'altezza.
Non ci sto a cancellare uno Statuto,  che al contrario oggi va riscoperto ed attuato. Attuato tenendo conto del contesto in cui troviamo ossia in primo luogo in un contesto atlantico Nato come cappello protettivo, europeo come modello civile e  Mediterraneo come contesto in cui agire come attore principale.
La Sicilia all'interno dell'Italia è una ricchezza e se venisse attuato lo Statuto da un punto di vista dei conferimenti economici che, si badi bene, spettano, sarebbe in toto autosufficiente.
Quindi a mio modesto parere ciò che oggi serve è una Sicilia forte che grazie ad uno Statuto forte può uscire dalla crisi economica senza piagnistei ed in grado di ricoprire il ruolo che le spetta nel Mediterraneo.

Post Scriptum
Dedico l'articolo a Giusy e Cettina, due ind.... pardon autonomiste con la A maiuscola.



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